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Impianti a pannelli radianti

L’evoluzione degli impianti di riscaldamento civili ed industriali, è costituita dalla messa in opera di pannelli radianti.

A differenza degli impianti di riscaldamento tradizionali, a radiatori o ventilconvettori, gli impianti di riscaldamento a pavimento permettono un elevato livello di confort ed un altrettanto risparmio energetico.

Le caratteristiche di un impianto di riscaldamento a pavimento sono:

Basse temperature d’esercizio, 29/35 °C di media.
Assenza di stratificazione dell’aria calda a soffitto.
Assenza di pulviscolo carbonizzato in circolo.
Assenza di baffi neri sulle pareti.
Diminuzione delle allergie, per gli individui soggetti, grazie alla ridotta circolazione di pulviscolo nell’aria.
Confort dovuto al leggero tepore del pavimento e costante funzionamento del riscaldamento.
Elevato risparmio energetico: con una resa di 19 °C in ambiente si ha lo stesso confort dei 20/21 °C di un impianto di riscaldamento tradizionale. 1°C in meno corrisponde ad un risparmio energetico del 5/7%.
Impatto ambientale ridotto.

Il riscaldamento, con i pannelli radianti, avviene grazie all’elevata inerzia termica del massetto di cemento, che costituisce la base della pavimentazione dei locali.

Lo spessore e la posa del massetto riveste un considerevole importanza nella costruzione dell’intero impianto richiedendo una meticolosa, anche se non difficile, preparazione e cura dei particolari.
I pannelli radianti, nei quali circola l’acqua riscaldata, sono costituiti da diverse tipologie di materiali che spaziano dal rame, al multistrato, al polietilene reticolato con barriera all’ossigeno.

La posa delle tubazioni dei pannelli, con partenza dai collettori, si effettua dopo aver costruito e posato gli impianti idraulici, elettrici ed i montanti d’alimentazione dei collettori.

Si provvede poi alla copertura degli impianti e livellazione del pavimento.
Successivamente si poseranno le lastre di materiale isolante dentro le quali avverrà la distribuzione delle tubazioni.

Per permettere un’adeguata dilatazione del massetto in fase di riscaldamento, sul perimetro di tutto il locale si appone una fascia di materiale spugnoso di pochi millimetri che, comprimendosi, compenserà la dilatazione del massetto. Secondo la tipologia dell’impianto, la posa delle tubazioni potrà essere a serpentina o a spirale.

Normalmente lo spessore totale del massetto, compresa la posa delle piastrelle, si aggira dagli otto ai tredici centimetri, secondo il tipo di lastra isolante impiegato.

Il collettore di distribuzione è costituito da due elementi, il primo serve ad installare una elettrovalvola, il secondo permette una regolazione delle portate di ogni singolo pannello, con visualizzazione mediante ampollina graduata.

In linea di massima gli impianti a pannelli sono autoregolanti in virtù delle basse temperature d’esercizio.
Per migliorare ulteriormente il confort ed il risparmio energetico, si possono installare in ogni locale dei termostati elettronici che comandano le elettrovalvole poste sui collettori.

Gli impianti di riscaldamento a pavimento non si spengono mai, ma devono costantemente funzionare durante tutto il periodo di riscaldamento. Non per questo risultano più dispendiosi rispetto ad un impianto tradizionale.

A parità di tipologia d’edificio un impianto di riscaldamento a pavimento, funzionante 24 ore al giorno durante tutto il ciclo invernale, consuma meno di un impianto tradizionale funzionante per le 12 o 14 ore giornaliere richieste dalle normative.
Gli impianti a pannelli possono essere installati anche a soffitto o a parete.

Gli impianti di riscaldamento a pannelli si possono installare anche con caldaie tradizionali ad alta temperatura. Occorre però prevedere, a monte dei collettori, delle valvole miscelatrici o deviatrici a tre vie, per ridurre la temperatura in ingresso.
Questa tipologia d’installazione, anche se usata, non è consigliata perché, pur mantenendo inalterate le caratteristiche di confort, non garantisce un adeguato risparmio energetico.
Il giusto abbinamento degli impianti a pannelli radianti e con caldaie a condensazione.

Le caldaie a condensazione, oltre ad essere costruite per funzionare a basse temperature senza comprometterne il rendimento, permettono di recuperare il calore dei fumi, altrimenti perso in atmosfera, attraverso l’impiego di particolari scambiatori di calore, detti condensatori.
I condensatori recuperano parte del calore dei fumi, reimmettendolo nell’impianto attraverso la tubazione dell’acqua di ritorno dei locali. Più l’acqua di ritorno dell’impianto è fredda, maggiore è lo scambio termico che avviene tra i fumi e l’acqua stessa.

Normalmente per caldaie tradizionali, la temperatura dei fumi dispersa in ambiente oscilla tra i 90 ed i 140 °C. Per le caldaie a condensazione la temperatura si aggira intorno ai 50 °C. Naturalmente a temperature così basse i fumi condensano, cioè la componente liquida presente nei gas espulsi passa dallo stato aeriforme allo stato liquido. E’ pertanto necessario provvedere ad un’adeguata canalizzazione e neutralizzazione delle condense che sono oltretutto acide. Per neutralizzare le condense si adottano piccoli apparecchi o accorgimenti che non richiedono particolari od onerose spese aggiuntive.

In ultima analisi, gli impianti a pannelli radianti, abbinati alle caldaie a condensazione, anche se più costosi, si ammortizzano in pochi anni.

Un impianto così strutturato permette:

- un elevato confort
- un considerevole risparmio energetico
- l’acceso alle massime fasce di detrazione fiscale previste dalle normative
- un ridotto impatto ambientale a tutto beneficio del nostro pianeta.
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