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Centrali Termiche

In linea generale le centrali termiche si dividono in due gruppi: con alimentazione a gasolio o a gas naturale.
In assenza della rete d’adduzione cittadina e nell’impossibilità di utilizzare il gasolio si possono installare dei serbatoi di GPL.

Attualmente si tende a convertire le centrali da gasolio a gas.
Per le centrali a gasolio è necessario provvedere allo stoccaggio del combustibile liquido in appositi serbatoi che, normalmente, si interrano.

Sul serbatoio e sulle tubazioni di adduzione gasolio è necessario installare alcuni dispositivi di controllo e sicurezza:
- valvola limitatrice carico
- elettrovalvola gasolio
- valvola intercettazione combustibile
- leva a strappo
- indicatore di livello, ecc.

E’ consigliabile installare degli estintori all’interno ed all’esterno della centrale termica, anche se il gasolio è poco infiammabile ed ha una ridotta capacità detonante.

Una corretta conduzione di una centrale a gasolio richiede una attenta e perfetta taratura del bruciatore.

Un bruciatore mal tarato oltre a consumare notevoli quantità di gasolio, riversa in atmosfera particolato ed altri prodotti derivati da una combustione incompleta che aumentano l’inquinamento atmosferico.

Una centrale a gas naturale ha il vantaggio di eliminare lo stoccaggio del combustibile perché attraverso la rete cittadina la fornitura di gas è costante.

Una centrale termica a gas richiede diversi accorgimenti tecnici per evitare fughe di gas o esplosioni.

In linea generale è necessario individuare un luogo o un locale idoneo all’interno del quale si creeranno delle aperture di aerazione a filo soffitto atte ad evitare la formazione di sacche di gas.
Tutti gli impianti elettrici devono essere costruiti tra i 30/50 cm dal soffitto.
Sommariamente, all’interno della centrale e sulla linea adduzione gas si installerà:

- un sensore rilevamento fughe gas
- una centralina rilevamento fughe gas
- una valvola intercettazione combustibile
- una rampa gas di regolazione e controllo tenuta, da applicare sul bruciatore
- manometro
- rubinetto a pulsante porta manometro
- presa di controllo pressione gas
- giunto antivibrante in acciaio inox
- filtro e stabilizzatore
- eventuale linea di sfiato gas, se il bruciatore lo richiede

All’esterno:
una valvola manuale intercettazione gas
una elettrovalvola NC, da applicare possibilmente sul contatore, comandata dalla centralina rilevazione fughe gas.

La tipologia delle caldaie per centrale termica è molto varia ma, normalmente e per impianti ad uso civile e per piccola o media industria si usano:

Caldaie con bruciatore atmosferico a rampa incorporato, molto semplici e con buoni rendimenti. Generalmente si installano su impianti medio piccoli.

Caldaie pressurizzate con bruciatore separato: si installano prevalentemente su impianti con potenzialità medio alta.

Per ottenere gli incentivi statali e gli sgravi fiscali, è necessario che l’impianto e le caldaie in particolare, siano ad alto rendimento (superiore al 90%).

Attualmente si è orientati sull’installazione di caldaie a tre giri di fumo o a condensazione.

Le caldaie a condensazione, attraverso l’impiego di particolari scambiatori di calore detti condensatori, permettono di recuperare il calore dei fumi altrimenti perso in atmosfera, abbassandone la temperatura al di sotto del punto di rugiada.

Nella combustione, il vapore acqueo generato pari a circa 1,5/1,6 kg per m3 di gas, viene invece disperso in atmosfera.
La quantità di calore in esso contenuta, definito calore latente, rappresenta quasi l'11% dell'energia liberata dalla combustione.

I condensatori recuperano parte del calore dei fumi reimmettendolo nell’impianto attraverso la tubazione dell’acqua di ritorno dell'impianto. Più l’acqua di ritorno è fredda, maggiore è lo scambio termico che avviene tra i fumi e l’acqua stessa.

Normalmente per caldaie tradizionali la temperatura dei fumi dispersa in ambiente oscilla tra i 200 ed i 250 °C.
Per caldaie ad alto rendimento la temperatura dei fumi oscilla tra i 140 ed i 160 °C.
Per le caldaie a condensazione la temperatura si aggira intorno ai 50 °C. Naturalmente a temperature così basse i fumi condensano, cioè il vapore acqueo presente nei gas espulsi passa dallo stato aeriforme allo stato liquido. E’ pertanto necessario provvedere ad un’adeguata canalizzazione e neutralizzazione delle condense che sono oltretutto acide. Per trattare le condense si installano piccoli apparecchi neutralizzatori.

Le caldaie a condensazione sono nate per essere installate su impianti a bassa temperatura. Attualmente l’evoluzione tecnologica permette l’applicazione di queste caldaie anche su impianti ad alta temperatura; il rendimento non sarà elevatissimo ma sicuramente superiore alle caldaie tradizionali e, comunque, rientrante nei requisiti richiesti dalle normative per ottenere gli sgravi fiscali.

Sostituendo una caldaia tradizionale con una a condensazione è possibile sceglierne una di potenza inferiore; ottenendo quindi una diminuzione dei consumi del 10-15%. Il maggior rendimento della caldaia a condensazione rispetto alla caldaia tradizionale permette un risparmio totale minimo del 30% sui costi di combustibile.
Allo stato attuale le caldaie a condensazione sono la soluzione migliore per:

- ottenere gli incentivi e le agevolazioni statali,
- abbassare i costi di gestione,
ridurre considerevolmente l’inquinamento atmosferico.
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